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La storia della Lunigiana e il Codice Pelavicino ha avuto nel passato l’attenzione di numerosi storici locali e nazionali che hanno scritto saggi pregevoli, aperto discussioni sulla collocazione di luoghi scomparsi o sull’interpretazione dei documenti superstiti. I progetto Codice Pelavicino Digitale intende ereditare  questa tradizione illustre e promuoverla anche sul Web, perché la ritiene una risorsa preziosa e da incentivare.

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Questi alcuni esempi possibili per le tue osservazioni:

  1. Al documento n. *** non mi trovo d’accordo con la lettura della frase/parola XXXXX che si trova alla riga YY della carta Z del codice. A mio avviso la lettura corretta dovrebbe essere ….
  2. Il toponimo XXXX citato nei docc. n. **** e **** si può identificare nella attuale località di YYYYY come si evince dagli studi di ZT e dai documenti editi da TZ
  3. Il personaggio XY citato nei docc. n. **** e **** si può identificare con XYZ già citato nei documenti editi da TZ

Una volta approvata la tua osservazione sarà visibile nel sito e le sarà data risposta. Se il contributo verrà considerato valido, esso sarà inserito nell’edizione.

107 commenti ricevuti

  1. Campo de la Platena, a Feschalino, a Trecarpeneta e al Canneto, a Campo de la Stella e in Aramonte
    La platena = piazza/ pianura Pianura micro toponimo esistente a tellaro (lerici)a cui segue l’odierno Fiascherino e Punta delle stelle tutto in comune di Lerici

    Carpaneta e non trecarpaneta
    Toponimi ancora esistenti e attigui nelle catastali e altimetriche del Com. di Lerici

    Riferimento bibliografico: 378 Lupo Gentile

  2. -Oliverio di Barbazano de Lamica un pezzo di terra sita ad Atiliano, presso Barbazzano
    Dovrebbe leggersi ARLLIANO e si tratterebbe della zona confinante il canale del lino toponimo di carta che trae l’origine della tradizione orale (canae darlin) che il cartografo ha tradotto Canale del lino mentre in realtà sarebbe canae d’arlin deformazione di ARLIAN, che si trova a lato di Barbazzano sopra Fiascherino , sotto Aramonte e a lato del Canneto che confina con il campo de la stella località citate al 378 Lupo Gentile

    Riferimento bibliografico: 379 Lupo Gentile

  3. in loco dicto Picceta, Piccetta o Piccetta a seconda delle carte
    fontana de Camporaqua, a pede homines de Sarzana, ab una parte via publica et ab alia canale de Camporaqua
    Localita Capodacqua.. canale di.. sorgente di..Sopra tellero (Lerici)
    Toponimi ancora esistenti nelle catastali e altimetriche del Com. di Lerici

    Riferimento bibliografico: 384 Lupo Gentile

  4. Valle Stephani, nel distretto di Barbazzano, è citata nei documenti n. 17, n. 375, n. 374, n. 381 e n. 27, con i redditi e gli obblighi dovuti al vescovo e con i nomi di coloro che vi hanno vissuto. Oggi in carta il luogo è indicato come Vallestrieri ma nel dialetto locale è conosciuto come Vastei, dove Va= valle e Ste= Stefano /i al plurale avendo inteso tale il genitivo Stephani

    Riferimento bibliografico: Lupo Gentile

      1. Ho inviato una mappa pubblicata con tutte le località indicate nel Codice e nei cartulari del tino e di Giovanni di Giona.
        Ora non ho carte sottomano, ma alcune delle località indicate sulla carta sono località anagrafiche del Comune di Lerici

  5. Valle Stephani, nel distretto di Barbazzano, è citata nei documenti n. 17, n. 375, n. 374, n. 381 e n. 27, con i redditi e gli obblighi dovuti al vescovo e con i nomi di coloro che vi hanno vissuto. Oggi in carta si trova M. Vallestrieri ma nel dialetto locale il sito è conosciuto come Vastei .. Val=

    Riferimento bibliografico: Lupo Gentile

  6. C.P 112 q. Manzeti castaldi curie Amelie
    C.P 143 Mantecto cast. De Ameli
    C.P. 241 Manzeti castaldionis de Amelia
    C.P. 256 Mangetus castaldio de Amelia
    C.P. 287 q. Mancati cast. Curie Amelie
    C.P. 376 Mangretus castaldus in curie Amelie
    C.P. 455 q. Manzeti cast. Curie Amelia

    Il Manzeto di Ameglia doveva essere una persona molto capace o come diremo oggi, con buoni agganci politico/religiosi; lo ritroviamo infatti citato nel Codice ai n. 365 e n. 394 con i medesimi incarichi in Sarzana, al n.504 a Pegazzano e nella curia di Luni al doc. n. 307 mentre il figlio Parentino del fu Manzeto , lo ritroviamo negli atti numero 356, 362, 24 e 394 del Codice Pelavicino, in qualità di testimonio in due atti rogati in Ameglia, uno in Sarzana e uno in Ceparana.

    Riferimento bibliografico: Lupo Gentile n. 49 Manzettus castalus de Amelia

    1. Si dovrebbe fare uno studio su questo personaggio che ci consenta di codificare in manieara analoga Manzetto castaldo e Manzetto di Tivegna se sono veramente la stessa persona

  7. Nel doc. 374 Lupo Gentile
    compare Gotolo figlio di Amato di Ascletulo teneva e ha lasciato ai figli la villa di Carozola C.P n.386. Gotolo doveva essere un personaggio molto importante nella comunità amegliese, per dividere ciò che aveva in feudo con gli avvocati della curia che già abbiamo conosciuto sopra (n.374). Nel 1153, C.P.n.386, ottiene a livello dal vescovo, due case nel castello di Ameglia, un terzo della villa di Carozola con vigneti e castagneti, il manso di Sorolo che confina con la Selva Maggiore, un terreno in Pontesella e due iugeri di terra in Capo Corvo; in cambio versa la somma di nove denari per tagliare il prato, risiede nel castello e si assume l’onere di fare la guardia diurna e notturna alla porta dello stesso.

  8. Nel doc 374 Lupo gentile compaionoUberto e Guglielmo che sono i fratelli Alberto e Guglielmo Spinelli, probabilmente avvocati della chiesa che godevano di non pochi privilegi e benefici. Compaiono citati nel C.P 9 , 373, 375. I due fratelli gestivano un vasto feudo interno alla corte di Ameglia e la loro carica era tra le più prestigiose nell’amministrazione del Vescovo-Conte. In guerra portavano il gonfalone della loro chiesa e servivano il vescovo tenendo le redini del suo cavallo durante le cerimonie importanti a cui esso partecipava. Non avevano oneri pubblici e come compenso nei loro interventi a favore della chiesa e della persona del vescovo, ricevevano la terza parte dei bandi e delle pene pecuniarie e gli alimenti per il loro mantenimento; dovevano inoltre ricevere gli speroni del vescovo all’investitura dello stesso, giurargli fedeltà e vassallaggio (C.P. n.9 ). Nell’atto sopra citato vi è l’elenco di quanto possedevano in feudo nel distretto di Ameglia e di Barbazzano, beni che vengono restituiti al vescovo con tutti i diritti e gli uomini, le decime e i redditi ( C.P. n. 373) in cambio di una Bradia , cioè di un territorio campestre e lavorativo nelle pertinenze di Carrara.

  9. Al nuovo documento n. 365 ex CCCCIIII pag.384 Lupo Gentile, non mi trovo d’accordo con la lettura della parola la Palmia che si trova alla riga 3 . A mio avviso la lettura corretta dovrebbe essere Alapalina e così pure nel testo latino.
    Inoltre, alla riga 10 dello stesso documento (Lupo Gentile) la parola “casamentum” che il D.Du Cange nel suo glossario, Vol. II pag.199 spiga con “feudum quod a casa dominica dependet” e secondo il Formentini, Sarzana, dalla Pieve alla Polis,indica come la concessione di un diritto di insediamento, andrebbe tradotto con “un lotto di terreno da costruire (edificabile).”

    Riferimento bibliografico: 365 ex CCCCIIII pag.384 Lupo Gentile

    1. Salve signor Cabano, per la Palmia… sì potrebbe essere anche “alapalinia” il problema è che la prima “i” non ha il punto (in realtà lineetta obliqua) mentre l’ultimo sì. Quindi noi dobbiamo per forza leggere Palmia. Tuttavia se trovasse indicazioni multiple di luoghi chiamani Palina…. o lapalina… Avverta.
      Riguardo a casamentum la risposta è analoga: così si egge molto chiaramente. La cessione, locazione, infeudazione di terreni con casamenti è molto comune. Si tratta di terre coltivabili con edifici non di elevata qualità, e quindi certamente edificabili o riedificabili.

      1. Salve signora..Per quanto riguarda Palmia oAlapalina posso solo dirle che il prof.nonché sindaco di Ameglia Ennio Silvestri, che mi ha “iniziato” al Codice e purtroppo oggi scomparso, nel suo “Ameglia nella storia della Lunigiana”, a pag. 136 riporta Alapalina.
        Per quanto riguarda casamentum in Atti del convegno “Alle origini della Lunigiana moderna (settimo centenario della redazione del Codice Pelavicino – 18 -19 settembre 1987- pag.150. in “Elementi di edilizia ed urbanistica nel C.P”di Ferdinando Carrozzi riporta testualmente “…lotto di terreno … che il vescovo concede al fine della costruzione di una casa e con l’intento di mantenere infeudato il concedente”.

        Riferimento bibliografico: Codice N. 404

  10. Il toponimo Betigna, citato nel doc. CCLXVII 229, doveva trovarsi nella zona situata ai piedi del Montorbolo (detto anche ‘Monte della Bastia’) nel comune di Castelnuovo di Magra, presso la sponda sx dell’omonimo canale che vede la sua sorgente alle pendici del suddetto monte (al riguardo si veda “élement de la Betigna” nella mappa dell’ASGE di Castelnuovo Magra, 9/1 sez. Borgolo, citata in Bibliografia), nonché nelle prossimità della località Marciano posta a sud-est di Castelnuovo stesso fra i canali di San Lazaro e Betigna (anche ‘Bettina’) affluenti di sinistra del T. Magra. L’etimo è sconosciuto.
    Cfr. Betigna, Serravezza (LU); Betigna, Pontremoli (MS).

    Riferimento bibliografico: ASGE - Topographia.it - Cartografia storica - Toponimi - Castelnuovo Magra (sp) - [1]: "Disegno di val di Magra con sue strade aperte di novo" - 1721; Castelnuovo Magra (sp) - [3] Tipo dei confini tra Sarzana e Avenza (1688 - ca. 1689); 69: Castelnuovo Magra (sp) - Tipo dei confini tra Sarzana e Avenza (1626); Castelnuovo Magra (sp) - 9/1: "Section H ditte de Borgolo" (ca. 1805 - ca. 1813); Castelnuovo Magra (sp) - 8/1: "Section G ditte de Proasco" (ca. 1805 - ca. 1813); La Spezia - p. 3 di 3 - 25 - "La Lunigiana" (ca. 1770); S. Pieri, Toponomastica delle valli del Serchio e della Lima, Lucca 2008 p. 197 - Bétigna o Béttina, Santa Maria Maddalena in Arni: "sia qui rammentato, per ogni buon riguardo, il Saltus Bitinia a confine co' lucchesi".

  11. Rispondo con piacere al Dott. Gino Cabano riguardo ai suoi legittimi dubbi sull’identificazione del toponimo Caprione (doc. pelavicino 186, 187) con l’attuale località Guercio-Caprione. Effettivamente avrei dovuto usare il condizionale “si potrebbe identificare”, in ogni caso al momento si tratta dell’unico Caprione che ho riscontrato in area lunigiana, ciò non significa che potesse essercene un altro ora estinto o mutato di nome. La ragione che mi ha “convinto” ad identificarlo con il suddetto è riscontrabile nel privilegio di Federico II del 1185 che si trova pubblicato sulla Monumenta Germanica Historica (dMGH online), p. 173, DDF. I. 911, 912, 5, ed è la forma “…montem de Caprione” che espressa in questo modo vuol dire che si tratta del monte (di) Caprione, cioè quello che sta presso la località Caprione, e che evidentemente all’epoca non aveva ancora un proprio nome; diversamente avremmo dovuto potervi leggere ‘montem Caprione’. Il privilegio conferma al vescovo di Luni ciò che in precedenza gli era stato concesso dagli imperatori Carlo, Ottone, Berengario, Ludovico e Corrado. Ciò detto concordo con la Prof.ssa E. Salvatori e il Dott. G. Cabano che per averne la certezza assoluta si rendono necessarie ulteriori indagini. Interessato ad avere sulla materia ulteriori scambi col Dott. Cabano, ringrazio.

    MGH – FRIEDRICH I, a. 1185; DDF I, 911, 912 – PP. 171-173 “…montem de Carpione”

    http://www.dmgh.de/de/fs1/object/display/bsb00000459_00182.html?sortIndex=030%3A040%3A0010%3A010%3A04%3A00&sort=score&order=desc&zoom=0.75&context=caprione&divisionTitle_str=&hl=false&fulltext=caprione

    1. Mi scuso per il ritardo nella risposta. Non sono Dottore. Probabilmente non sono stato chiaro. L’attuale località Guercio Carpione sicuramente si trova nei confini dell’attuale Promontorio storico del Caprione . Storicamente vi si trovava il distretto di Ameglia e barbazzano e sempre sul solito promontorio gravitavano gli interessi di Trebbiano e di Sarzana.
      Cod. Pelavicino N.18 14 giorni prima delle calende di giugno (19 maggio) Anno dell’incarnazione del signore 963 ind. VI.

      Noi Ottone…. confermare per mezzo di nostro decreto, e convalidare alla santa chiesa lunense, di cui è capo, (Adalberto) il possesso di tutte le corti, pievi, beni e servi d’ambo i sessi… e cioè la corte di Luni con i mercati e le sue pertinenze…. Il castello di Ameglia.. il castello di Sarzana

      Cod. Pelavicino N.19 luglio 981
      Ottone II di antichi precetti e attestazioni…. Ameglia con castello e corte, con tutti i beni mobili e immobili, con servi e serve, coloni e colone, aldi di entrambi i sessi, con tutti i diritti sulla caccia e sulla pesca..

      Cod Pelavicino 309 1183 e N. 21 1185
      Federico concede il comitato lunense.. il castello di Ameglia con la corte e il distretto, il porto e i diritti sulla caccia..

      Cod. Pelavicino N.22 1121
      Enrico IV prende sotto la sua protezione…. il castello di Ameglia con corte, distretto, porto e diritti sulla caccia… in continuità dei privilegi dei miei predecessori imperatori e re come Carlo, Ottone, Berengario, Ludovico, il re Corrado e l’Imperatore Corrado..

      Cod. Pelavicino 50 1124 I consoli di Lucca giudicano le questioni vertenti tra il vescovo Andrea e i Malaspina per il possesso del Caprione

      Reg. Vetus N.5 1196 montes de Capriono..
      E’ chiaro dal canale del Sorolo girando gli stessi monti sino al filo (pelo) come l’acqua si versa più in basso, e ritornando verso Trebbiano fino a tutto il M. Ficarolo fino al fiume Magra che, con il castello di Barbarasco che era solito essere sul monte Marzo.

      Registrum Vetus N.55 1328… montes de Capriono..
      E’ chiaro che dal canale del Sorolo fino alla riva del fiume Magra sia confine nel mezzo fra i detti luoghi comuni andando più in alto per lo stesso canale che confina da una parte con il bosco di Selva Maggiore che è con i monti Bandita, Marzo e Figarolo del distretto e giurisdizione di Sarzana, così come l’acqua scorre verso Sarzana e dall’altra parte il bosco di Sorolo con Serramezzana andando più in alto fino alla sommità del monte Castellaro e fino al Campo degli agli e da quel luogo, al di qua verso Ameglia, il mare e la fonte di Redarca che è della giurisdizione e del distretto del castello di Ameglia salvo più precisi confini, per avere, tenere e possedere e per farvi qualunque cosa, in perpetuo, piaccia ai detti comuni del distretto, dandosi scambievolmente, l’uno con l’altro, per le dette nomine, licenza e facoltà di entrare nel possesso dei predetti, quando a ciascuno di essi sembrerà opportuno, stabilendo, per le dette nomine, di possedere i detti terreni finché vorranno restarne in possesso di essi ..
      Lerici si inserirà nel Caprione soltanto dopo l’acquisizione di Trebbiano da parte dei genovesi. Codice Pelavicino 484 – 1185 luglio 29 ind. III°
      Il monte di Caprione, il luogo che è detto particella e il monte del leccio con il porto e la sua pesca e pure l’amministrazione degli animali che transitano nel suo distretto..e del castello di Trebiano ..lo stesso diciamo del castello di Arcola — lo stesso del castello di Vezzano…che tengono in feudo dalla chiesa di luni

      Nei documenti si trovano località ancora identificabili sul Promontorio. Guercio Carpione è un toponimo “moderno”.
      Nel Codice (Lupo Gentile) è menzionato un altro Caprione al doc.225 ma non è riferibile al promontorio sopracitato.
      A risentirci.

      Riferimento bibliografico: doc. pelavicino 186, 187

      1. Cortese Sig. Gino Cabano,
        alla luce di nuove verifiche su alcune mappe, delle quali le riporto qui a seguire il rispettivo link, mi pare di poter chiarire con maggiore precisione quello che un tempo era definito “montes de Capriono”, come si trova scritto anche nei documenti da Lei elencati sopra. Il nome Caprione porta il suffisso -one che comunemente viene spiegato come accrescitivo, in questo caso del nome Caprio, ma da studi più recenti sembra essere il comparativo del lat. -anus (-ano) forse dal longobardo. Ad -one quindi verrebbe attribuito il valore di “suffisso di appartenenza” a voler specificare “il suo di lui”, cioè “il luogo di Caprio”, come succede per i prediali in -ano. L’espressione “montes de Capriono” equivale a ‘i monti di o del Caprione’ e quindi farebbe riferimento ad una serie di monti che caratterizzano la zona denominata in quel modo. Perciò non si tratterebbe di un singolo monte. Una prima ipotesi è che la stessa si potrebbe interpretare come “i monti di Caprione”, a intendersi “i monti che appartengono ad un personaggio importante di nome Caprio. La seconda è che – in un periodo ancora più antico rispetto alle prime attestazioni – con la stessa s’intendesse tutto quel promontorio che dall’attuale Guercio-Caprione si estende fino alla Punta Bianca: cioè tutto quanto si trova a sud della strada che da Sarzana conduce a Lerici. Non escluderei, inoltre, che il toponimo possa aver derivato il proprio nome dalla località ‘Bella Capra’ – evidenziata sulla mappa del primo link riportato qui sotto – che si dovrebbe poter collocare poco a nord di Amelia e precisamente nelle vicinanze dell’attuale ‘Strada militare della Rocchetta’ (nella mappa ‘Canale della Rocchetta’). Nelle altre due mappe è indicato il monte Caprione (mappa della seconda metà del sec. XVII) o la ‘Section de Caprione’ (napoleonica). Per quanto concerne il toponimo Guercio-Caprione, osservo che ad ovest della stessa località esiste la località Guercio (un tempo Ponte Guercio?) e che il composto – di probabile recente denominazione come giustamente Lei mi ha fatto notare – prende una parte del suo nome (Caprione) proprio perché da lì diparte una strada che sale verso la montagna omonima. Guercio-Caprione e la scomparsa “Bella Capra” si troverebbero alle due estremità della parte più elevata del suddetto promontorio.
        Cordialmente. S. M.

        Mappe ASGE
        http://www.topographia.it/DFrontofficeGe/imagefullscreen.htm?fs=1&imgIndex=1&idUa=6388&first=0&last=0

        http://www.topographia.it/DFrontofficeGe/imagefullscreen.htm?fs=1&imgIndex=1&idUa=6416&first=0&last=0

        http://www.topographia.it/DFrontofficeGe/imagefullscreen.htm?fs=1&imgIndex=1&idUa=908&first=0&last=0

        Riferimento bibliografico: Fol. 253r, Doc. CCXXVI 187

  12. Il toponimo Pùlica (ant. Pulega, dial. pùlġa, ab. pulichése, pron. loc. pulikése, pùlġéso) citato nei docc. CI 118 – Fol. 215r, CXII 129 – Fol. 223v, CXVI 133 – Fol. 225v, CXLII 160 – Fol. 239v, CCLXVIIII 231 – Fol. 271r, CCCXXV 287 – Fol. 295v, CCCXXV 287 – Fol. 296r e CCCXXV 287 – Fol. 296v si può identificare nell’attuale Pulica di Fosdinovo (MS). La denominazione nell’antichità indicava la zona al centro della quale oggi sorge il borgo su cui la stessa si sarebbe trasferita; si tratta di un’altura sovrastante i boschi e i coltivi dell’intorno, caratteristica che l’accomuna alle altre Pulica dell’area toscana, regione dove il toponimo è principalmente diffuso. Ciò lascia spazio all’ipotesi che la località possa derivare il suo nome da una voce molto antica tantoché, ad esclusione dell’omonima contrada di Adrano in Sicilia e di una località ‘Pulega’ (oggi Puliga), situata presso Sasso Marconi (v. in cfr.), nel resto della penisola non se ne riscontrano di simili. Il termine riflette la forma aggettivale del lat. arc. ‘pulica’ (v. ‘puliche’, ‘pulico’, ‘pulici’), pu(b)lica, lat. pūblĭcus (ant. poplicus), lett. «pubblico», contrapposto a «privato». Nel caso specifico, alla forma ‘pulica’ (‘pubblica’), si potrebbe attribuire il senso di «ambito cui appartengono o si riferiscono i diritti o gli interessi di una collettività civilmente ordinata». Le espressioni latine ‘res pulica’, ‘rei puliche’, che letteralmente significano «la cosa di tutti», «le cose di tutti», la presenza del toponimo Le Puliche (oggi Via Puliche presso la città di Massa) e la mancata conservazione della voce nei dialetti ligure e toscano deporrebbero a favore di questa ipotesi. Peraltro, come si ricava da due mappe storiche conservate presso l’Archivio di Stato di Genova, il toponimo ‘Le Puliche’, sembra indicare un terreno agricolo «destinato all’uso collettivo». Così è anche per un terreno posto presso Sasso Marconi: “Compra del Sig. Domenico e fratelli Albani dal Sig. Rev. Don Marcello Lambertini de’ Beni Stabili posti nel Comune di Battidizzo, Pulega e Battidizzo, detti della Querzola…” . Si tratta della località posta a non molta distanza da Villa La Quiete e dalla stazione dell’Autostrada del Sole, oggi conosciuta come Pulga o Puliga. Qui nel sec. XIII c’era l’antica chiesa di S. Giacomo de Pulega, unita in seguito alla parrocchiale di S. Lorenzo di Castel del Vescovo” (da uno studio di Pier Luigi Perazzini); così anche da C’era una volta…il Conte (di Anna Bavarelli Santandrea): “…Per la cronaca si chiamava Antonio Galeazzo Malvasia della Serra Gabrielli e possedeva una tenuta che comprendeva monte Mario, monte del Castellaccio e monte dei Gnocchi. Della tenuta facevano parte: la Portineria, la Guardiola (dove alloggiava il guardiacaccia), e sette poderi, l’Orto, la Torretta, Ziano, Pulga, la Cà Nova, il Castellaccìo, i Boschi…”. Cicerone, nel trattato politico ‘de re pulica’ (I, 25, 39), con la frase “… res pulica, res populi …”, è molto probabile voglia riferirsi ad “… un tipo di possesso materiale e cioè del patrimonio collettivo del popolo e soprattutto dell’ager pūblĭcus, in una società, come quella della Roma delle origini, fortemente incentrata sul possesso della terra e sull’economia agraria (Liceo Scientifico Braucci, NA)”. L’antichità del termine ‘publica’, nell’accezione originaria ‘pulica’, oltre che dal suddetto trattato, è confermata dalla sua presenza in varie iscrizioni romane; è noto però che già nel Medioevo lo stesso verrà utilizzato per significare lo «stato» o il «governo». Alcuni studiosi fanno derivare la voce veneta ‘pulega’ (v. it. pùlica, pùliga, sec. XVI) dal lat. ‘pūlex, īcis’, ‘pulce’ (v. ant. toscano ‘pulice’) che nel lombardo e nel veneto, per traslato, sta per ‘bollicina’ (dim. di ‘bolla’, lat. bulla), da cui ‘vescichetta’ e ‘gallozzola’, nel sardo arcaico significa ‘folaga’, nei dialetti bresciano e bergamasco ‘pidocchio’; Pulega è anche cognome raro ed è presente nel solo settentrione d’Italia. Tuttavia una relazione tra la voce pulega, ‘pulce’ (sec. XVI) e il toponimo pare poco probabile, a meno ché non si accetti l’idea di un passaggio dell’ant. tosc. ‘pulice’, pulce, a ‘pulica’, nel senso di ‘piccola’, da una possibile forma medievale «loca pulice», anch’essa concordante con la caratteristica della maggior parte di questi toponimi (v. in cfr. loc. Pulce, BO). M. Pittau, invece, sostiene: “il termine ‘pubblico-a’ (lat. ‘pūblĭcus’, ant. ‘poplicus’) è da confrontare con l’antroponimo etrusco Pupla, Pupli, Puplie. Vedi antrop. lat. Publius, Publianus, Publienius, Publienus (RNG), che sono da confrontare con quelli etr. PUPLIANA, PUPLINA/E, PUPLNA (suff. -ic-, -en- / -in-; Avvertenze 5) (TECT 605; DETR 334; ESL 314; DICLE 140). Vedi ‘plebe, ‘populo’ “. La sicura foggia antica dell’aggettivo, la vicinanza del paese alla località Colognola (da ‘coloniola’, dim. in -ola del lat. cŏlōnĭa, attestata nell’859 d.C.) «comunità autonoma con propri magistrati» situata a nord dell’Arno (zona oggetto di questo studio che concorda perfettamente con quella in cui lo storico e geografo romano Tito Livio colloca alcune delle colonie romane della Repubblica dette «di diritto latino», status conferito ai peregrini, uomini a cui non era concessa la piena cittadinanza romana), la forte romanizzazione del territorio testimoniata dalla vicina Luni e dai vari toponimi con terminazione in -ano e soprattutto i reperti archeologici rinvenuti sia a Pulica di Fosdinovo, sia a Pulega di Sasso Marconi, farebbero propendere per una fissazione del toponimo in un periodo molto antico, ma sicuramente già in età repubblicana. Il nome quindi, che è attestato in una pergamena dell’anno 879 conservata presso l’Archivio arcivescovile di Lucca, potrebbe riferirsi ad una «terra pubblica» di cui ne godeva il possesso l’intera «comunità». Al riguardo della sola Pulica di Fosdinovo (MS), degna di nota è l’ipotesi di Patrizia Moradei: “… si tratta di un aggettivo, ma che deriva da un ‘Publius’, sia cioè la proprietà di un ‘Publius’, con dileguo della bilabiale sonora e suffisso toponomastico -aticus, in funzione di prediale, che nel ligure perde la dentale (la ‘t’) e diventa -ego (Rohlfs, §§ 1331)”. cfr. Case Pulica (PT), case sparse; Pulica, Barberino di Mugello (FI), case sparse; Pulica, Montelupo Fiorentino FI), case sparse; Pulica, Montelupo Fiorentino (FI), località, bosco, tenuta; Pulica, Montelupo Fiorentino (FI), località, bosco, tenuta; Pulica, Pieve Fosciana (LU), case sparse; Pulica (ant. Pulega), Villa della Quiete, Sasso Marconi (BO); Pulichella, Cantagallo (PO); Via Puliche (MS); Contrada Pulica, Adrano (CT); Pulce, San Lazzaro di Savena (BO). Cfr. anche Colognola, Fosdinovo (MS); Colognola, Fivizzano (MS); Colognola, Piazza al Serchio (LU); Colognola, Serravalle Pistoiese (PT).

    Riferimento bibliografico: G. Cherubini, pulega, Vocabolario Mantovano - Italiano, Milano 1827; E. Repetti, Colognola, Dizionario Geografico, Fisico e Storico della Toscana, Firenze 1841, vol. I, p. 778; E. Repetti, Pulica, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, Firenze 1841, vol. IV, p. 682; La Repubblica@scuola, il giornale web con gli studenti, Liceo Scientifico - Braucci (NA) La Res Publica, Medie Superiori, 14 aprile 2014; Viviana Pettirossi, pulica, Aggiornamento al corpus epigrafico dell'antica Nomentum, Associazione Nomentana, Annali 2016, pp. 4-29; http://www.thelatinlibrary.com/cicero/repub1.shtml, Cicero, de Re Publica, The Latin Library, M. TVLLI CICERONIS DE RE PVBLICA LIBER PRIMVS, re publica, I, 25, 39; B. Migliorini, Storia della Lingua Italiana, puliga, p. 435; T. Cappello - C. Tagliavini, DETI, Pùlica, p. 440; M. Pittau, Lessico italiano di origine etrusca, Ser 2012, pubblico-a, p. 60; Rosemberg & Seiller, Calonghi Dizionario Latino Italiano 1993, pūblĭco, col. 1, p. 2243; G. Rohlfs, Grammatica Storica della Lingua Italiana e dei suoi Dialetti 2002, Fonetica, Comportamento della p in Toscana, pp. 220-224, cp. 162, b iniziale in Toscana, pp. 194-197, cp. 150; REW 6816, pūlex, -ĭce, pulce; Devoto-Oli 2011, pulica, puliga, cl. 3, p. 2223; T. De Mauro - M. Mancini, GARZANTI Dizionario Etimologico, pùliga (ven.), it. pulce, cl. 2, p.1669; Patrizia Moradei, Fosdinovo in Lunigiana, Della Toponomastica storica e minore, II edizione Pacini Pisa 2017, pg 76 sq; ASGE, Topographia, Toponimi, Frigido, Puliche, Le Puliche 191, 302; dMGH, BSB, Cronica et annales aevi Salici, Annalista Saxo a. 1106 Pulicam / Publicam, rem Pulicam, p. 742; Rusconi Libri, Dizionario Spagnolo, pulga, pulce; Di Francesco Alberti Di Villanova, Dizionario Universale Critico Enciclopedico, Pulica, Puliga, Bulla, Volume 5, cl. 2, p. 389; TRECCANI, Vocabolario On Line, pùliga, pulighe; Chino Chini 2br il blog della classe, Repubblica: La RES-PULICA, letteralmente "La cosa di tutti"; Blog. MAGNOGRECO, G. A. Martino - E. Alvaro, Dizionario dei Dialetti della Calabria Meridionale, Edizione Qualecultura, giugno 16, 2013, pulici, pulce; Accademia Della Crusca, Lessicografia della Crusca in rete, Pulica e Puliga, spazietto pieno d'aria che s'interpone nella sostanza del vetro, Lat. Bulla, vol. 3, ediz. 4, cl. 2, p. 768; Di Martin de Azpilcueta, Manuale de' confessori, "... percioche alle meretrici puliche, o à gli usurai...", In Venegia appresso i Gioliti, MDLXXXIIII, p. 485; Di Heinrich von Rosenthall, Tractatus, et synopsis totius iuris feudalis..., pulica, pubblica Torino MDCXVI, cl. 1, 67, p. 240; F. Bonomi, Dizionario Etimologico Online, pulica, puliga, lat. bùlla, bolla; http://edh-www.adw.uni-heidelberg.de/edh/inschrift/HD020895&lang=en Epigraphic Text Database: Detailed View, Latium et Campania (Regio I) Ostia antica, RE PVLICA; Wikipedia L'enciclopedia libera, Storia della Repubblica romana (509-264 a.C.), Cittadini romani, Latini e Socii, colonie di diritto latino, https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Repubblica_romana_(509264_a.C.)#Cittadini_romani.2C_Latini_e_Socii; Touring Club Italiano, Annuario Generale dei comuni e delle frazioni d'italia, 1980/1985, Pulica, cl. 1, p.878; Pier Luigi Perazzini - Francesco Albani - note, Disclaimer, Sasso Marconi Foto - Archivio Pepoli, serie I/A, istrumenti, n. 94, n. 10:10 novembre 1607, conservato presso l'ASB; Anna Bavarelli Santandrea - C'era una volta... il Conte, Disclaimer, Sasso Marconi - Foto; L. De Marchi, 'Loc. Pulega di Sasso Marconi', Archeologia dell'Emilia Romagna, 1999, III, cl. 1, p. 256.

  13. Il toponimo Berzola, citato nel doc. n° CCCLVIIII 311, 306v, si può identificare con l’attuale Bergiola (a. 1863 Bergiola Foscalina) situata a sud-ovest di Carrara e sud di Bedizzano.

    Riferimento bibliografico: Regione Toscana - Repertorio Toponomastico Regionale; Regione Toscana - SITA: cartoteca; ASGe - La Spezia, p. 3 di 3, 25: "La Lunigiana" (ca. 1770)

  14. Il toponimo Viciale, citato nel doc. n° CCCLVIIII 311, 306v, oggi è rimasto a identificare la sola Via Vezzala che conduce alla Porta del Bozzo (limite superiore del centro storico di Carrara), attraverso la quale si saliva alla Vezzala. La zona, oggi, corrisponde alla parte di territorio che si trova a monte della Via Carriona di Colonnata e del Torrente Carrione (alle pendici del Monte Rava e del più alto Betogli). Vecciale e Vicciale nelle fonti dell’Archivio del Comune di Carrara dell’Età Moderna.

    Riferimento bibliografico: Regione Toscana - Repertorio Toponomastico Regionale; Regione Toscana - SITA: cartoteca; Archivio di Stato di Massa, fondo Archivio Comune di Carrara, serie I, b. 2, c. 494, Michael Cecchi Cattani de Colonnata.

  15. Il toponimo Sancto Martino, citato nel doc. n° CCCLVIIII 311, 306v, si può identificare con l’attuale San Martino situato a ovest, della città di Carrara, e ad est dell’abitato di Pollina.

    Riferimento bibliografico: Regione Toscana - Repertorio Toponomastico Regionale; Regione Toscana - SITA: cartoteca.

  16. Il toponimo Torreclam, citato nel doc. n° CCCLVIIII 311, 306v, si può identificare nell’attuale C. Torrecchia che si trova fra gli abitati di Fossola e Fontia, a sud del Canale del Lavatello e a nord-ovest della città di Carrara.

    Riferimento bibliografico: Regione Toscana - Repertorio Toponomastico Regionale; Regione Toscana - SITA: cartoteca.

  17. Il toponimo Stabulo, citato nel doc. n° CCCLVIIII 311, 306v, si può identificare con un’ampia zona denominata ‘In Stabio’ (evidenziata nella cartografia storica del 1863 di Carrara) situata a est di Fossola, sulla sponda sx del Canale Valenza, a monte della Strada della Carriona e nord-ovest della stessa città di Carrara. Attualmente, su IGM, la località è segnata come ‘Stabbio’ ed è collocata a monte della Via Carriona e a nord-ovest del Villaggio S. Martino.

    Riferimento bibliografico: Regione Toscana - Repertorio Toponomastico Regionale; Regione Toscana - SITA: cartoteca.

  18. Il toponimo Marola citato nel doc. CCCLVIIII, 311, 306v, si può identificare nella località Marola evidenziata nella cartografia storica del 1863 (Carrara) ad ovest dell’abitato di Fossola e ad est di quello di Torrecchia. (oggi indicato in IGM come ‘Canale di Marola’).

    Riferimento bibliografico: Regione Toscana - SITA: cartoteca, toponimi, comune, Carrara, Marola; Regione Toscana - Repertorio Toponomastico Regionale, toponimi, per toponimi su comune, Marola.

  19. Il toponimo Carola, citato nel doc. CCCXLVIIII 311, carta 306v, r. 18, si può identificare nell’attuale zona prospiciente alla località Via Torre situata a sud-est di Polverara e a nord-ovest di Via S. Croce posta sopra alla loc. Carnea di La Spezia.

    Riferimento bibliografico: ASGE - Topographia , Toponimi, La Spezia, p. 1 di 3, 94: Disegno Topografico del golfo e del territorio della Spezia (sec. XVIII).

  20. Il toponimo Ficolungo, citato nel doc. CCCLVIIII 311, 306v, si può identificare nell’attuale Ficolungo che si trova a sud-est della località La Capanna di Caprigliola, Aulla (MS) e a nord-est di Cà del Bono.

    Riferimento bibliografico: Regione Toscana - SITA: cartoteca, toponimi, per toponimo su regione, ficolungo; SIRA - Toponomastica del Comune di Aulla; [PDF] Tav. 2 -AdB Magra, FICOLUNGO,http://www.adbmagra.it/carte_PAI_pdf/TAV_2_Reticolo_idrografico/ri248040_03_08_09.pdf.

  21. Il toponimo Ficolam, citato nel doc. CCCLVIIII 311, 306v, si può identificare nell’attuale località Ficola che si trova nella città di Carrara a sud-est del Torrente Carrione e di Via XX Settembre, ad ovest di C. Pollina e a nord del quartiere S. Luca.

    Riferimento bibliografico: Regione Toscana - SITA: cartoteca, toponimi, comune, carrara, ficola; Regione Toscana - Repertorio Toponomastico Regionale, toponimi, per toponimi su comune, ficola;

  22. Il toponimo Bitusanum, citato nel doc. CCCLVIIII 311, 306v, si può identificare nell’attuale Bedizzano frazione del Comune di Carrara; Bidizano e Betuzano nelle fonti medievali.

    Riferimento bibliografico: E. Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, Firenze 1833, vol. Primo, p. 291; Carlo Alberto Del Giudice, Atti e Memorie in Deputazione di Storia Patria per le Province Modenesi, serie XI - Vol. IV, Aedes Muratoriana, Modena 1982. p. 362; Archivio di Stato di Massa, fondo Archivio Comune di Carrara, serie I, b. 2, c. 494.

  23. Il toponimo Campacolle, citato nel doc. CCCXLI 303 alla carta 303r, si può identificare con un antico coltivo che oggi è nominato solamente Ai Campi. Il luogo si trova a monte della Vezzala, aldilà dell’omonimo ponte di Carrara e confina: a nord-est con il colle di Rava; a nord con la località detta Al Corsaro; ad ovest e a sud con la strada che conduce alle cave di Verdichiara. Il nome è del tipo composto ed è formato dal toscano càmpora (caduto in disuso da tempo), contratto successivamente in càmpa, che in italiano rende ‘i campi’ (f. pl. del lat. campus), e dalla parola ‘colle’, it. ‘collina’, ‘altura’ (contrapp. a campus). Il toponimo è piuttosto antico e significa «i campi del colle».

    Riferimento bibliografico: Carla Marcato, Dizionario di Toponomastica, I nomi geografici italiani, UTET, Càmpora, col. 1, p. 127; R. Vignodelli Rubrichi, 1984, «in Camporiis» a. 1324 ottobre 28; DETI, Càmpora, col. 2, p. 90; Annuario Generale dei comuni e delle frazioni d’Italia, Touring Club Italiano, ediz. 1980/1985, p. 211; Rohlfs 1967, il tipo corpora, Morfologia, pp. 39-41; T. De Mauro e M. Mancini, camporaiolo, Garzanti Dizionario Etimologico, col. 1, p. 313; SITA Regione Toscana - Repertorio Toponomastico Regionale, Vezzala; Regione Toscana - SITA: cartoteca, Vezzala.

  24. Il toponimo Aitenetulo, citato nel doc. CCCXLI 303, appartiene alla categoria dei fitonimici. Si tratta di una località da annoverarsi tra la serie dei cosidetti «toponimi estinti» in quanto scomparso dalle mappe più recenti, però, un’attenta analisi della cartografia storica (a. 1863), ha permesso d’individuarne la possibile ubicazione. Infatti, Aitenetulo doveva trovarsi a nord della Vezzala, ampia zona a monte della città di Carrara che un tempo era delimitata a sud dalla Strada della Carriona e dal Fosso di Carrione, a nord dal Sentiero della Madonna del Portone e dall’ampio coltivo riportato in mappa come «Ai Campi» (v. ant. Campacolle), ad ovest dalla strada per Torano detta di Carrara e ad est dalla strada di Miseglia che dipartiva dalla suddetta Carriona poco ad ovest dell’attuale Ponte di Vezzala. La Vezzala, oggi, corrisponde a quella parte di territorio che si trova a monte della Via Carriona di Colonnata e del Torrente Carrione, alle pendici del Monte Betogli, oltre alla porta cittadina che un tempo era detta Porta Ghibellina. Inoltre, dai catasti seicenteschi di Carrara, si ricava che la stessa zona era sicuramente destinata anche alla coltivazione della «vite alberata», detta anche «vite maritata»: “… Campus cum vineis, olivis, et arboris vineatis à Vecciale …”. Il toponimo è composto dal sostantivo lat. Atinia a cui sono attaccati il suffisso collettivo lat. etum, -eto e quello del latino arcaico -ulo, -olo che è il prosecutore del suffisso indoeuropeo -ara usato per la formazione di nomi primitivi. La parola Atinia o Aitinia è menzionata per la prima volta da Columella in De L’Agricoltura della sua De re Rustica come Atiniae ulmi (detto anche ‘Olmo Gallo’ perché coltivato nella Gallia Cisalpina), quale specie dell’olmo dalla chioma ad ombrello che si prestava sia per ottenere foglia di ottima qualità per l’alimentazione animale, sia come sostegno per la coltivazione della vite, …Itaque si fieri poterit, totum agrum genere uno Atiniae ulmi conseremus. Ita semper mista fronde utemur, et quasi hoe condimento illactae pecudes fortius justa cibariorum conficient …; sistema adottato dagli Etruschi. Aitenetulo, quindi potrebbe far riferimento ad un ‘olmetolo’ ossia ad un «piccolo bosco di olmi». Non è da escludersi, comunque, l’ipotesi che alla base del lat. arc. *aitinia / *atinia (v. anche il lat. atinius da cui l’Atinio ulmus) possa esserci la voce etrusca tanna od anche le germaniche tann, tanne, tanna, forse dal sancrito tan ‘allargare’, ‘estendere’; voci con le quali sembra venissero individuati i vegetali quali per esempio il leccio, la quercia o la rovere, alberi i cui rami estendendosi per la larghezza formano una chioma circolare. La locuzione in Aitanetulo, dove il nome è preceduto dalla preposizione in (lat. tard. intu, ‘dentro’, ‘all’interno di’, lat. intŭs, ‘dal di dentro’) fa ritenere che il toponimo possa essersi fissato nel periodo Tardoantico (sec. III d.C. – sec. VI d.C.).

    Riferimento bibliografico: Rosemberg & Seiller Calonghi Dizionario Latino Italiano, Ātīnĭus, col. 2, p. 284; E. Sereni, Storia del paesaggio agrario italiano, Le sistemazioni di pianura e la piantata di alberi vitati, pp. 128-131; Wikipedia, l'enciclopedia libera, Toponimi celtici d'Italia: i paleonimi localizzati (M-Z), Taneto; - Árboles monumentales de Murcia y Cuenca de Segura: Tudmiria, Aitinia (urbe en la cuenca del río Po) 'olmo de Aitinia'; Regione Toscana - SITA: cartoteca, http://www502.regione.toscana.it/geoscopio/cartoteca.html, Ponte di Vezzala; SITA - Regione Toscana - Repertorio Toponomastico, Vezzala: ; L. T. Belfrado ed A. Neri, Giornale Ligustico di Archeologia, Storia e Letteratura, Anno XI - Facicolo I-II., GENNAIO 1884, Tanna, p. 244, Di Carolus Stephanus, Seminario ..., 'olmo Attinio', OLMARIO, over plantario degli alberi etc. Aggiuntovi l'arbusto, il... Venezia M. D. XLV, p. 57, Columella, Olmo Attinio, De arborisbus, De re Rustica, BEIC, biblioteca europea di informazione e cultura, Libro quinto, Carta 97v

  25. Il toponimo Aguto, citato nel Doc. CCCII 264, che si trova sulla riga 6 della carta 284r del Codice, farebbe riferimento ad un campo coltivo dalla forma triangolare che si doveva trovare nelle immediate vicinanze dell’antico cĭrcŭlus (‘circhio’) del sito archeologico di Luni e a monte della Strada Romana, come si può desumere dalla mappa contenuta nell’Atlante di Ercole Spina (1579-1598) dell’ASGe pubblicata su “Il Porto di Carrara” dove è evidente un coltivo dalla forma triangolare e frazionato in ‘quadri’. Il luogo doveva configurarsi come un appezzamento di terreno suddiviso secondo i criteri della pratica agraria adottata dai Romani, che a loro volta presero da quella greca, corrispondente alla forma del triangolo dall’angolo acuto in quanto ottenuto suddividendo la metà di un campo ‘quadro’ in due spicchi di ugual misura; figura geometrica che ha l’altezza consistente nella metà della lunghezza della base. Relativamente a questo tipo di suddivisione agraria Columella, nella sua De Re Rustica, ci ragguaglia sulla tipologia dei campi che riporto qui a seguire: Il campo quadro; il campo longo; il campo acuto o di tre cantoni; il campo rotondo; il campo detto mezzo cerchio o arco. Il toponimo significa “campo dall’angolo acuto” dove ‘Aguto’ è corruzione del latino ‘ācutūs’. Cfr. Acùto (FR), pron. ‘aùto’; dial. spezzino ‘agüssae’ [agüssàe], it. aguzzare, ‘rendere acuto’.

    Riferimento bibliografico: Nicolò Bevilacqua, Columella, De l'Agricoltura, Varie forme dei campi e loro misure, BEIC, Biblioteca europea di informazione e cultura, in Venezia 1564, Quinto Libro, Cap. II, pp. 90r - 93r; E. Sereni, Le piantagioni collinari nell'Italia centro-settentrionale e il paesaggio dei campi a pìgola nel tardo Rinascimento ... Storia del Paesaggio agrario italiano, Editori Laterza 2006, Cap. 53, pp. 223-226; S. Mussi, consulenza di G. Petracco Sicardi, Costa Guzzina, Pontolo, I Luoghi si Raccontano, Lulu 2007, p. 28; Rosemberg & Seiller, Calonghi Dizionario Latino Italiano, acutus, col. 1, p. 37; Devoto-Oli 2011, acuto, col. 3, p. 38; G. Rohlfs, Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti, Fonetica, le consonanti in posizione intervocalica, g intervocalica davanti a 'o', 'u', 'a' 217, p. 297; T. Cappello - C. Tagliavini, DETI, Patron Editore 2017, col. 2, p. 6; REW, 134, 135, col. 2, p. 11; T. De Mauro - M. Mancini, Garzanti Dizionario Etimologico, col. 2, p. 26; C. Marcato, Acuto (FR), col. 2, p. 7; F. Lena, Studi e Documenti di Lunigiana, Nuovo Dizionario del Dialetto Spezzino, La Spezia Editrice 1992, col. 2, p 6; A. Bernieri - Luciana e Tiziano Mannoni, Il Porto di Carrara, SAGEP Editrice 1983, mappa p. 25.

  26. Si, sono a conoscenza dei toponimi Carrozzo e Carola che si trovano in quella zona e degli studi fatti da G. Petracco Sicardi sui toponimi Carro, Carrodano e Carrù (Carrù attribuito da me in bibliografia erroneamente a G. P. Sicardi, ma è di Alda Rossebastiano). Quest’ultimo lo avrei giustamente potuto prendere a paragone, ma non l’ho fatto in quanto, essendo essi nomi di località, non mi è sembrato corretto confrontarlo con ciò, che nel mio modesto contributo, ho ritenuto essere un edificio. Tuttavia sia l’etimologia di ‘Carozzo’, che mi sarei riservata per un eventuale sua prossima citazione nel Codice (Per ora fra i toponimi non c’è, ammesso poi che nello stesso sia mai stato citato) sia quella di Carola, rimandano all’uso dell’aratro tant’è che, in epoca medievale e in molte regioni italiane, il ‘carozzo’ consisteva in una misura agraria quantificata in ‘agri’, sottomultiplo della ‘salma’ (misure già adottate da Federico II). Pertanto sia il toponimo Carozzo, sia il Carola farebbero riferimento ad una “Terrae Carrucatae”, da una base ‘carruca’ (solco), quindi lavorata con l’aratro e dalla misura ben precisa che alle volte si trova quantificata in numero di ‘carruchi’ dati a livello (cioè solchi) alle volte in ‘acri’. Qui in bibliografia produco il riferimento e la mappa al riguardo dei due sopra citati. Ringrazio la Prof.ssa Enrica Salvatori per avermi dato l’opportunità di fare questa ulteriore precisazione.

    Riferimento bibliografico: Alda Rossebastiano, Dizionario di Toponomastica , I Toponimi Italiani, UTET, p. 148, col. 1, 'Carrù'; ASge, La Spezia :94 - Disegno Topografico del Golfo e del territorio della Spezia (Sec. XVIII), 'Carola', Carrea';

  27. Del toponimo Angarecia, citato nel doc. CCCLXXXVI 347, non è stato ancora possibile individuarne l’eventuale posizione, ma farebbe riferimento ad una terra sulla quale venivano imposte ‘le angariche’ (gravezze abusive) o che fu ‘*angariata’ (requisita con la forza). Il nome ha alla base il lat. tardo ‘angărīa, ae’, it. angheria, a cui è stato attaccato il suffisso lat. ītia(m), usato per formare sostantivi astratti derivati da aggettivi, come per esempio è avvenuto per la ‘terra massaricia’ (terra condotta dal massaro). L’angaria era un’imposizione esercitata nel periodo feudale che non prevedeva regola alcuna tant’è che tra i sec. XII e XIII provocò molti scontri tra sovrani e feudatari. La parola sottintende una “prestazione personale imposta al suddito dal signore feudale con angheria”, si veda il deverbale ‘angarium’, it. angario, der. di angariare ‘opprimere’, ‘vessare’, costringere “io angario …”). Il toponimo quindi potrebbe significare “terra del vessatore” o “terra sottoposta a servizio coattivo”.

    Riferimento bibliografico: REW. 458, p. 37, col. 2; Rosenberg & Seiller, Calonghi Dizionario Latino-Italiano, p. 179, col. 1; B. Migliorini, Storia della Lingua Italiana, p. 73; Devoto-Oli 2011, p. 127; T. De Mauro e M. Mancini, Garzanti, Dizionario Etimologico ediz. 2000, p. 95, col. 1, 2; G. Marsilj, Studi dei Demani Comunali delle province napoletane e siciliane e sugli ademprivi di Sardegna, p. 124 -REW. 458, p. 37, col. 2 -http://www.anticabibliotecarossanese.it/wp-content/uploads/2017/05/Marsilj-G.-Studi_sui_demani_comunali_delle_province.pdf

      1. Si, giusta osservazione Prof.ssa. Nella speranza di poter portare un ulteriore contributo, preciso che al riguardo la toponomastica, il Du Cange e il Diplomatico ci vengono in aiuto. I toponimi che si possono confrontare con il nostro Angarecia e dei quali le etimologie conosciute non sembrano molto convincenti, potrebbero essere Angéra (VA), pron. ‘anğéra’, att. Anğièra (sec. XIII), poi Anghièra, da ‘àngere’?, angosciare, dal Lat. ‘angěre’, stringere (Sec. XIV) e forse anche al loc. Angiari (VR), “Catrum Anglarii”, pron. ‘anğàri”. Molti, invece, sono i sostantivi Angaria, coi relativi derivati aggettivali e verbi transitivi, che si trovano nelle glosse Del Du Cange con le citazioni dei rispettivi documenti da cui sono state tratte; ne riporto qui di seguito alcune: 2. ANGARIA, ‘ut Angariæ’, “Onera agris aut personis imposita”. Stat. ant. Florent. lib. 3. cap. 90. ex Cod. reg. 4621: “Nullus præsumat accipere ad feudum vel homagium seu jura, Angaria, realia et personalia, seu quælibet alia servitia perpetua” (Germanis olim Nothwerke, hodie Frohne. In Jure Argentor. l. 3. c. 389. apud Schilterum in Glossario pag. 48. occurrit etiam vernacula vox Engern, pro Angariis. Adel.); 3. ANGARIA, “pro qualibet coactione, vexatione injuria, animi anxietate”, Matth Paris: “Legentibus innotescit, quot Angariis et injuriis nos miseros Anglos exagitat Curia Romana”; Miracula B. Stanislai Canon. Regul. Maii tom. 1. pag. 782. C :”Eadem Agnes cum in magna Angaria fuit a quodam creditore pro debito centum florenorum ; fecit votum ad sepulcrum pii P. Stanislai”; Vide Gregor. Mag. lib. 1. Epist. 59. 68. “Angaria mentis”, apud Burchardum de Casib. S. Galli cap. 13. et Henricum Huntindonensem tom. 8. Spicil. Acher. pag. 183. Angaria, Bedruknisse, Ungelt, in Vocab. Lat. Germ. ann. 1477. Adel. “Angaria, fem. prim. i. e. tristitia, etiam angaria diciturcompulsio, injusta coactio”; ANGARIAGIA, pro Angaria 2. apud Rymerum tom. 12. pag. 702. col. 2 :”Vectigalia, pedagia, Angariagias, custumas, etc.” Così è presso gli MGH (Monumenta Germaniae Historica) dove i diplomi che riportano questo termine sono numerosi e consultabili anche On-line. Il Du Cange, Gli MGH gli specifici manuali di linguistica e ciò che ho riportato al riferimento bibliografico, costituiscono l’insieme delle fonti e degli strumenti da cui ho attinto le informazioni che mi hanno permesso di formulare l’ipotesi su riportata. Concordo pienamente sul fatto che occorra approfondire ulteriormente la ricerca consultando, ove sia possibile, soprattutto gli statuti comunali e il diplomatico. Ringrazio per la gentile collaborazione, S. M.

        Riferimento bibliografico: Teresa Cappello - Carlo Tagliavini - DETI: Angera (VA), Angiari (VR); UTET, Dizionario dii Toponomastica I Nomi Geografici Italiani, p. 29, col.e 1, 2.; Du Cange, Glossarium Mediae et infimae latinitatis, Angaria.

  28. Il toponimo ‘terra Parentore’ citato nel doc. CCCLXXXVI 347 al momento non è stato possibile identificarlo, ma farebbe riferimento ad una località che apparteneva al genitore del citato Gottolo figlio di Amato, il quale lo rivendica come suo. Si tratta di un termine giuridico composto dal s.m. ‘parento’, lat. pārēns, ‘genitore’, ‘padre’, e dal suffisso lat.
    tardo ōre(m), ‘ore’, presente in sostantivi maschili con la funzione di indicare lo scopo o il fine dell’azione (v. per es. ‘oratore’, colui che ora). Il toponimo significa ‘terra del genitore’.

    Riferimento bibliografico: Rosemberg & Seiller, Georges - Calonghi Dizionario Latino Italiano, p. 1954, 2; il Devoto-Oli 2011, p. p. 1978, col. 1, p. 1903, col. 3; T. De Mauro - M. Mancini, Garzanti Dizionario Etimologico p. 1397, col. 1.

    1. L’idea è ottima. Aspettiamo di vedere magari se ritorna in qualche altro documento. Si tratta comunque, mi pare, di un antroponimo (terra di un certo Parentore… nel caso) e non di un toponimo, per cui cambio la codifica relativa.

  29. Il toponimo Terra Sorbolasca citato nel doc. CCCLXXXVI 347 si può identificare con la zona pertinente alla località Sorbolo di Vara del comune di Follo (SP), come si evince dagli studi di E. Repetti. Si tratta di un nome d’area composto dal sostantivo ‘sorbo’ e dal suffisso di origine ligure -asco/asca che esprime un rapporto di appartenenza.

    Riferimento bibliografico: E. Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, vol. V, p. 434, col. 1; ASGe, TOPOGRAPHIA, Toponimi, Vezzano [2]: Tipo dimostrativo dei termini di confine fra Bolano e Albiano (1756?); La Spezia 25: "La Lunigiana" (ca. 1770); La Spezia, golfo 111: "Carta del Golfo della Specia con suoi confini, luoghi e strade principali" (sec. XVIII); La Spezia 5: "Ducato di Massa e Principato di Carrara con loro respettivi confini, et il porto proposto e la strada della Tambura ambi abbandonati" (sec. XVIII).

    1. Sulla costruzione del toponimo non ci sono dubbi. Aggiungiamo che si tratta di un fitotoponimo, dalla pianta del sorbo, appunto. Sulla identificazione la aggiungo in nota come pribabile ma non me la sento di accettarla in pieno in quanto che, data appunto la sua natura di fitotoponimo, potrebbe trattarsi di un microtoponimo all’epoca più diffusio, poi fissatosi a Sorbolo, vicino a Follo e Bastremoli. A conforto tuttavia della bontà dell’ipotesi si può notare che vicino a Sorbolo abbiamo il toponimo Carozzo, forse la Caroçola del doc. 347.

  30. Il toponimo Insula citato nel doc. CCCLXXXVI si può identificare con la località Isola di Felettino che si trova a nord di La Spezia, a sud-est di Case Ratti e a sud-ovest di Madonna di Buon Viaggio.

    Riferimento bibliografico: ASGe, TOPOGRAPHIA, Toponimi, La Spezia, 25: "La Lunigiana" (ca. 1770); 94: Disegno topografico del Golfo de La Spezia (sec. XVIII) ASGe, TOPOGRAPHIA, toponimi, La Spezia

  31. Il toponimo Alione, citato nel doc. CCLXXXXVII 259, si può identificare nella attuale località Aglione, come si evince dagli studi di Enrica Salvatori, dal diploma in MGH e dalla cartografia IGM. L’abitato fa parte del comune di Castelnuovo Magra (SP) ed è situata a nord di Luni Mare, a nord-ovest di Colombiare-molicciana dalla quale dista circa 1,5 km.

    Riferimento bibliografico: Enrica Salvatori, "Poteri locali e popolamento in Lunigiana tra XII e XIII secolo, p. 9; MGH, DDF I, Federico I, 1185 Juli 29, S. Miniato, p. 172.; Cartografia IGM.

  32. Il toponimo Antognolo, citato nei docc. CXLV 163, CLVI 174, CLVIII 176, si può identificare con la attuale località di Antoniolo, come si evince dagli studi di Monica Baldassarri, di Fulvia Lo Schiavo e Orazio Paoletti, in SIRA. Il luogo è situato a sud-est di Carignano, a nord-ovest di Giucano (comune di Fosdinovo, MS). Cfr. Antognola, Tizzano Val Parma (PR).

    Riferimento bibliografico: Fulvia Lo Schiavo, Orazio Paoletti: "Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, Le tracce dell'insediamento umano a Fosdinovo e nel suo territorio alla luce della ricognizione...", p. 9, r. 10; Monica Baldassarri: "Fosdinovo (MS). Per la Carta Archeologica del territorio comunale: le ricognizioni di superficie degli anni 2005-2006, p. 9, r.10; Rif. Cartografico: SIRA, Toponomastica di Fosdinovo, Antoniolo (vedi coordinate e GM per posizione in Google Maps)

    1. Grazie. Putroppo i documenti segnalati usano il toponimo solo come identificativo del nome e non consentono di collocare topograficamente il contesto. Tuttavia l’indicazione è preziosa e la segnaliamo in via ipotetica.

  33. Al documento n. CCXXXIIII 151 non mi trovo d’accordo con la lettura della parola ‘Agina’, riportata nella Lista dei Luoghi, al posto di Castello Aginulfi, che si trova alla riga 14 della carta n. 234 (doc. CCCXXXIIII 151) del codice: potrebbe trattarsi di un errore nella numerazione del documento? In ogni caso, mi permetto di segnalare, che al momento, la parola ‘Agina’, non l’ho riscontrata sia in Lupo Gentile, sia in E. Repetti, sia in Sira che nella cartografia Topografica antica dell’ASGe. Un toponimo simile, ma con suffissazione in -ana, è ‘Colle Aginaia’ (ant. Acinaia, acina + ara = acinara), è situato tra le loc. Turritecava e Bolognana nel comune di Gallicano (LU), mentr’invece nel Comune di Fosdinovo abbiamo il toponimo ‘La Vagina’ (nel toscano dovrebbe dare ‘La Bagina’ (si veda il dial. ‘vaccina’ in luogo di ‘baccina’ o Bocognano in luogo di Voconiano (da Voconius + -ano), per effetto della rotacizzazione v < b in 'v' iniziale.)

    1. Errore di schedatura evidente. Grazie della segnalazione: provvediamo al più presto con la correzione. Tuttavia il toponimo Agina esiste ed è testimoniato dal doc. CV-122

  34. Il toponimo Aciliano (ant. Arcillianum) citato nel doc. CCXXIII184, si può identificare nell’attuale località Argigliano (Casola di Lunigiana, MS), come si evince dagli studi di E. Repetti e dalla Cartografia topografica conservata presso l’ASGe. Il paese è situato a circa 3 km. a sud-est di Casola. Altra forma antica attestata: ‘Arziliano’, a. 1748.

    Riferimento bibliografico: E. Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana - Argigliano - Vol. I, p. 132, col. 2; E. Repetti - Unisi - Archeologia e Storia delle Arti - scheda n. 3120; Rif. Cartografico: ASGe - TOPOGRAPHIA - Toponimi - massa (ms) - 25: " La Lunigiana"(ca. 1770); ASGe - TOPOGRAPHIA - Toponimi - pontremolese (ms) - pagina 3 di 3 - 1: "La Riviera di Levante, Stato di Genova ed altri..." (a. 1748).

    1. Anche in questo caso è difficile essere sicuri perché il toponimo è nominato solo come identificativo della persona. L’ipotesi è tuttavia plausibile. La segnaliamo come tale appunto nelle note.

  35. Il toponimo Draggiare, citato nel doc. CCXXXV, si può identificare nell’attuale frazione ‘La Traggiara’, come si evince dalla cartografia IGM. La località è situata a sud-ovest dell’abitato di Gragnola, a circa 2,5 km (comune di Fivizzano). Il passaggio fonetico del gruppo consonantico ‘dr’ a ‘tr’, iniziale, è giustificato dalla necessità di renderlo in latino (dr > tr) in quanto sconosciuto perché di origine celtica.

    Riferimento bibliografico: Nota: relativamente a questo toponimo, al momento non è stato possibile trovare alcun riferimento bibliografico, pertanto, occorrono ulteriori verifiche.

  36. Il toponimo Iuccano, citato nei docc. CLVI 174 e CLVIII 176, si può identificare con la attuale località Giuccano, come si evince dai documenti di E. Repetti e dalla Cartografia topografica conservata presso l’ASGe. Il paese si trova a sud-est di Carignano e a ovest di Gragnola (comune di Fosdinovo, MS). Altre forme antiche attestate sono ‘Zuccano’ e ‘Giucano’.

    Riferimento bibliografico: E. Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana - Giuccano - p. 452, col. 2.; E. Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana - Unisi - Dip. Archeologia e Storia delle Arti - scheda n. 22741; Rif. Cartografico: ASGe - TOPOGRAPHIA - Toponimi - Fosdinovo (ms) - 72: "Disegno e Pianta delli Marchesi di Fosdinovo e Gragnola fatti il 5 di ottobre 1650" (1650 ott. 05).

  37. Il toponimo Marnasco, citato nel doc. CCLXXXXII 254, si può identificare con la attuale località Marinasco, come si evince dagli studi di E. Repetti, dai documenti conservati negli MGH e dalla Cartografia topografica conservata presso l’ASGe. La località si trova a nord-ovest di La Spezia, a nord-est di Foce e a sud-ovest di Polverara (comune La Spezia, SP).

    Riferimento bibliografico: E. Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana - Marinasco, vol. III, p. 80; E. Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana - Unisi - Dip. Archeologia della Storia e delle Arti - scheda n. 30120; Rif. Cartografico: ASGe - TOPOGRAPHIA - Toponimi - Massa (ms) - 25: "La Lunigiana" (ca. 1770); Rif. Diplomatico: MGH - OTTO I, a. 969 - pp. 508 - 510, "cortem de Marinasco"; MGH - LEGES LANGOBARDORUM - CARTARUM, IN QUIBUS EDICTI VERBA VEL ALLEGANTUR VEL RESPICIUNTUR, SPECIMINA SEX (Editto di Rotari, cap. 216, a. 721) - (ex Fumagalli codice diplomatico S. Ambrosiano pag. 1); MGH - Mazucasco (c. 12), Marinasco Com. La Spezia, 379, 5.

  38. Il toponimo Antoniano, citato nei docc. CCXXV e CCXXVI, si può identificare nella attuale località Antognano (comune Minucciano, LU), come si evince dagli studi di E. Repetti e dalla Cartografia topografica conservata presso l’ASGe. La località è situata a sud di Pugliano e a nord-est di Pieve S. Lorenzo.

    Riferimento bibliografico: E. Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, vol. 1 - p. 847; Rif. Cartografico: ASGe - TOPOGRAPHIA - Toponimi - Massa (ms) - 25: "La Lunigiana" (ca. 1770); ASGe - TOPOGRAPHIA - Toponimi - Peciola, torrente (ms) - 15: "Section dite de Viserico. En une fuille. Levée par M.r. Jeaques Della Cella Arp. t. Terminée sue le terrein le 24 7bre 1813" (ca. 1813 set. 24).

    1. Credo di no. E’ molto probabile che si tratti della località Antoniano, a La Spezia, dove sorge la Pieve di S. Venerio. VECCHI E.M., La chiesa di S. Venerio in Antoniano, in Atti del convegno “San Venerio del Tino”, pp. 249-308. Lo si deduce dagli altri toponimi riconoscibili: Sorbolo, Caprione

  39. Il toponimo Venelia, citato nel doc. CCXXIIII 185, si può identificare nella attuale località Venelia Monti (ant. Uenegla), come si evince dagli studi di Lupo Gentile e dai documenti raccolti negli MGH. Si tratterebbe della pieve oggi conosciuta come ‘Santa Maria Assunta di Venelia’ che si trova presso il paese di Monti sito sulla sponda destra del Taverone, a sud-ovest di Licciana dalla quale dista circa 3,5 km. (comune Licciana Nardi).

    Riferimento bibliografico: Lupo Gentile: "Il REGESTO DEL CODICE PELAVICINO" , IN ATTI DELLA SOCIETA' LIGURE DI STORIA PATRIA - VOL. XLIV, PP. 2, 5, 6, 203; Rif. Diplomatico: MGH - HIV. 2; Heinrich IV. 2: 1077-1106 (DD H IV), a. 1077, p. 379, 5.; Cartografia IGM: Monti (comune Licciana Nardi): Nota: Lupo Gentile fa riferimento all'Ughelli: Ughelli-Coleti - I, coll. 838 s (con datazione errata 986), Ottone III, 986, luglio 26, ind. II.; e al Muratori: "Antichità Estensi ed Italiane", Modena, p. 232 e sgg.

  40. Il toponimo Urciola / Urceola / Ursola (…S. Cassiani de), citato nel doc. CCXXIIII 185, si può identificare nella attuale località ‘Costa d’Orsola’ situata sulla sponda destra del fiume Magra, a sud di Pontremoli e a nord-est di Oppilo (comune Pontremoli), come si evince dagli studi di E. Repetti, dalla Cartografia IGM, dalla Cartografia topografica conservata presso l’Archivio di Stato di Genova. Si tratterebbe dell’antica pieve di Urciola dedicata ai santi Cassiano e Ippolito. Cfr. Urzano, Neviano degli Arduini (PR)

    Riferimento bibliografico: E. Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana - Saliceto - (Urceola), vol. V, p. 9, col. 2; E. Repetti - Unisi - Dip. Archeologia e Storia e delle Arti - S - Saliceto, Pieve di - scheda n. 46190 - Rif. Cartografico: ASGe - TOPOGRAPHIA - Toponimi - Massa (ms) - 25: "La Lunigiana" (ca. 1770).

  41. Il toponimo Pusterla / Pustella (ant. Posterla), citato nei docc. CCXXV 186 e CCXXVI 187, si può identificare nella attuale località Posterla situata a nord-est di Fosdinovo e a sud-est di Bardine S. Terenzo (comune di Fosdinovo), come si evince dagli studi di E. Repetti, dai documenti editi dalla Monumenta Germaniae Historica e dalla Cartografia topografica conservata presso l’Archivio di Stato di Genova.

    Riferimento bibliografico: E. Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana - Posterla - vol. VI, p. 268, col. 2; E. Repetti - Unisi - Dip. di Archeologia e Storia delle Arti - P - Posterla - scheda n. 42380; Rif. Cartografico: ASGe - TOPOGRAPHIA -Toponimi- Massa (ms) - 25: "La Lunigiana" (ca. 1770); ASGe - TOPOGRAPHIA - Toponimi - Fosdinovo (ms) - 72: " Disegno e Pianta delli Marchesi di Fosdinovo e Gragnola fatti il 5 di ottobre 1650" (1650 ott. 5)

  42. Il toponimo Panicale, citato nel doc. CCLXVIIII 231, si può identificare nell’attuale località situata a nord di Licciana Nardi e a nord-ovesti di Fivizzano (comune Licciana Nardi).

    Riferimento bibliografico: E. Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, vol. VI, p. 51.; Rif. Diplomatico: MGH - OTTO I, a. 962, marzo 13 - n. 238 - Panicale - p. 330r. 29, 331.; MGH - OTTO III, a. 998, settembre 1 - n. 301 - Panicale - p. 726r. 25, 727.; MGH - Konrad II, a. 1038, febbraio 23 - n. 260 - Panicale - p. 359, 360 r.5 e 361.; DDF - 28 sett. 1164, n. 462 - Panicale - p. 369, 370r. 38. Rif. Cartografico: ASGe - TOPOGRAPHIA - Toponimi - Massa (ms) - 25: " La Lunigiana" (ca. 1770).

  43. Il toponimo Caprione, citato nei docc. n. CCXXV 186 e CCXXVI 187, si può identificare nell’attuale Guercio-Caprione (dial. Carpiòn), località situata a ovest del monte che porta lo stesso nome e alle spalle degli abitati di S. Terenzo e di Lerici (SP).

    Riferimento bibliografico: E. Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, vol. I, pp. 23, 24, 62, 118, 423; MGH - FRIEDRICH I, a. 1185; DDF I, 911, 912 - PP. 171-173 "...montem de Carpione". Rif. Cartografico: ASGe - TOPOGRAPHIA - Toponimi - La Spezia - Carpione, monte - 35: Tipo dimostrativo delle terre del Canale del Marzo sul fiume Magra spettanti all'Eccellentissima Camera (sec. XVIII, seconda metà); ASGe - Toponimi - La Spezia - pagina 3 di 3, 1: "Tableau d'Assemblage du Plan cadastral parcellaire de la Commune de Tribiano. Canton de Lerici. Arrondissement de La Spezia Département des Appennins. Terminé sur le terrier le 4 Juin 1812 sous l'administration [...] (ca. 1812 giu. 04).

      1. Non è certamente il promontorio che esiste ancora oggi dove si trova loc. Guercio Carpione

        Riferimento bibliografico: Registrum Vetus N.55 1328 E’ chiaro che dal canale del Sorolo fino alla riva del fiume Magra sia confine nel mezzo fra i detti luoghi comuni andando più in alto per lo stesso canale che confina da una parte con il bosco di Selva Maggiore che è con i monti Bandita, Marzo e Figarolo del distretto e giurisdizione di Sarzana, così come l’acqua scorre verso Sarzana e dall’altra parte il bosco di Sorolo con Serramezzana andando più in alto fino alla sommità del monte Castellaro e fino al Campo degli agli e da quel luogo, al di qua verso Ameglia e il mare e la fonte di Redarca che è della giurisdizione e del distretto del castello di Ameglia.

          1. Ancora oggi il promontorio è esistente e vi si trova anche Guercio Carpione..comune di Arcola ma non è quello citato nei documenti

            Riferimento bibliografico: Il toponimo Caprione, citato nei docc. n. CCXXV 186 e CCXXVI 187

          1. Si caro Gino, ho ricevuto le traduzioni. Non so ancora cosa farne. Per metterle a disposizione, dopo revisione, dovrei pensare a un lavoro a tappeto su tutti i doumenti, lavoro che ora è completamente al di fuori delle mia capacità/possibilità. Ci vorrebbe una sorta di lavoroi distribuito tra gli storici locali, ma… lo farebbero? Sarebbero interessati? Il Codice Pelavicino Edizione Digitale è consultato ma pochi partecipano e danno contributi…

          2. Io non avrei problemi a collaborare per quanto riguarda Barbazzano e Ameglia.. ora sto considerando anche Trebbiano.. nella mia zona non conosco altri. da anni sto cercando persone interessate

  44. Il toponimo Bertrame/Bertemme/ Bertani, porta, citato nei docc. n. CCLXXII 234 e CCLXXXXVI 258 si può identificare nell’attuale località Lago di Porta (comune Montignoso, MS), come si evince dagli studi di A. Muratori, G. Tiraboschi, E. Repetti: Si tratta della torre un tempo detta ‘Porta Betrame’ (Porta Bertrami), oggi scomparsa, che si trovava in località ‘Salto della Cervia’ (comune di Pietrasanta, LU), segnalata come ancora esistente alla data del 1810 da E. Repetti. La torre, più tardi detta anche ‘porta della strada di posta’, era situata sull’antico confine che correva tra il Lago di Porta e Monte della Rocca di Montignoso, precisamente nel distretto di Castel Aghinolfi, sulla strada romana che da Massa conduceva a Lucca. La prima attestatazione del toponimo si trova nel Placito di Arrigo III emanato il 15 maggio 1055 a favore del vescovo di Luni che rivendicava alcuni possedimenti in quella zona:”…prope portam quae dicitur Bertrami”.

    Riferimento bibliografico: E. Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, BERTRAME (PORTA), P. 294; A. Muratori, Dissertatio Media Aevii, G. Tiraboschi, Storia di Nonantola; MGH, HEINRICH III, a. 1055, p. 463, r5 "...castello quod dicitur Aginulfi prope portum qui dicitur Bertani"; MGH, HEINRICH III, a. 1055, Bertani, pp. 612, 684. Rif. Cartografico: ASGe, TOPOGRAPHIA, Toponimi, Massa (MS), 25: "La Lunigiana" (ca. 1770).

  45. A tutt’oggi siamo a conoscenza di tre località che portano lo stesso nome con terminazione in -ano, tutte situate nel settentrione d’Italia: Pagazzano comune della Provincia di Bergamo e Pagazzano frazione del comune di Berceto (Parma) e Pegazzano (Pegazana, nella forma del della seconda metà del XIII sec.; Pegazano, nella forma attestata nel 1770 ca.; Pegazzano, nella forma attestata nel 1831), frazione del comune di La Spezia (SP). Etimologico:
    si tratta probabilmente di un “prediale” romano che ha alla base il personale latino Pacatius / Picatius al quale è stato attaccato il suffisso lat. ‘anum’, it. -ano, nel momento in cui si è proceduto all’assegnazione del luogo (in genere un ‘fundus’) allo scopo di affermare che quello è “il suo di lui”, cioè della persona alla quale è stato assegnato. La suffissazione in -ano o in -ana dipende semplicemente dalle caratteristiche del luogo e/o altro (es: oronimi o idronimi) al quale viene dato un nome che ne determina l’uscita al maschile o al femminile: per semplificare, se si tratta di un ‘loca’ (it. località, f.) avremo un uscita in -ana, se si tratta di un ‘fundus’ (fondo agricolo, m.) avremo un uscita in -ano. Per ciò che riguarda poi le diverse forme del nome attestate nei vari periodi storici (cioè con vocali interconsonantiche diverse, più o meno aperte, consonanti singole o doppie es: Pegazana/o, Pagazzano possono essere dovute a vari fattori: La cultura dello scrivente, la sua appartenenza linguistica, il parlato locale, la capacità del relatore ad interpretare i suoni dalle espressioni dialettali fornite da informatori locali etc. Si può quindi affermare, con buona approssimazione, che il toponimo Pegazzano (Pacatius + -ano/a) è lo stesso di Pagazzano, ma formatosi sulla parlata locale. Tra le su citate località il centro più importante risulta essere stato Pagazzano della Provincia di Bergamo.

    Riferimento bibliografico: E. Repetti: Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, vol. IV, p. 84, E. Repetti, Unipi, scheda n. 38490; Cartografia: ASGe, TOPOGRAPHIA, Topoinimi, massa (ms), 25: "La Lunigiana" Pagazzano: Touring Club Italiano - Annuario Generale dei comuni e delle frazioni d'Italia, p. 766; Cartografia Generale IGM. Giulia Petracco Sicardi, Giorgio Petracco, Sergio Mussi, "Il Monte Bardone e le origini di Berceto" in 'Poteri e popolamento in Val Taro tra antichità e Medioevo, Il privilegio di re Ugo, pp. 99-110, Pagazzano, p. 100, Antiche Porte editrice? 91-110; Wilhelm Schulze, Zur Geschichte Lateinischer Eigennamen, Berlino-Zurigo-Dublino 1966, pp. 203-204 e 364; Dizionario di Toponomastica, Torino UTET 1990-1997, p. 551, alla voce Pagazzano, a cura di Carla Marcato.

  46. Buon giorno. Vorrei sapere se il toponimo Pegazana nel doc 184 possa essere inteso come PEGAZZANO frazione del comune della Spezia e se il nome Gumpolus è ricorrente in altre scritture coeve. inoltre sembra che il capo della comunità di Pegazzano, in questo caso, dal testo 239, sembra essere Guilielmo, Non sarebbe possibile che sia lo stesso nome storpiato nei caratteri?

    Riferimento bibliografico: CCXXIII 184 251V

    1. E’ veramente impossibile da provare, perché non si tratta di un toponimo usato per collocare beni (e quindi riconoscibile dalla vicinanza con altri toponimi già identificati), ma un’identificativo di persona, tale Gumpolus de Pegazana, che era riconociuto dalla sua comunità come un “esterno”, in quanto proveniente da un luogo chiamato appunto “Pegazana”. Ma da quale dei tanti luoghi aventi nel nome come radice “pagus”?

  47. E possibile che il toponimo Botognano nei doc. 186, 186 e 238 sia da identificarsi in Vico Bolognano, conosciuto oggi come Bolognano, situato a nord-ovest di Ghivizzano sulla sponda sinistra del fiume Serchio, circa tre chilometri a monte di Turritecava. Ulteriori approfondimenti sarebbero comunque necessari

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